Venerdì la grande protagonista della GMG panamense è stata lei, pellegrina insieme ai giovani da quel lontano 1985 quando san Giovanni Paolo II la affidò loro dando vita a questa giornata mondiale.

Protagonista alla mattina, quando nella parrocchia di N. S. de Guadalupe tutti gli italiani hanno celebrato una liturgia penitenziale ed il sacramento della Riconciliazione  cui ha fatto seguito la s. Messa presieduta dal card. Gualtiero Bassetti.

Protagonista indiscussa anche nel pomeriggio, quando presso il parco S. Maria de Antigua, sulla grande Cintura Costera di Panamà il Santo Padre ha presieduto una intensa Via Crucis “attraverso il continente americano”.

Abbiamo deciso di raccontarvi di questa giornata attraverso le testimonianze di due giovani ventenni del nostro gruppo, Monica e Luca, per farvi respirare un po’ il clima che qui si respira. A loro la Parola.


Questa Riconciliazione di normalità ha avuto gran poco, ma è stato anche e soprattutto questo il bello: è stata totalmente differente da quelle vissute finora. È iniziata con una preparazione su un volo ed è finita con la confessione vera e propria sotto il sole in mezzo a migliaia di giovani festanti.

Sono giorni in cui sento particolarmente presente Dio, in ogni forma e luogo… e i sedili di un aereo ed un prato non potevano esserne esenti 🙂

Non sapevo bene cosa aspettarmi perché sono arrivata a questo momento con ferite aperte e tanto caos in testa: dover confessare le prime e dover iniziare a mettere ordine al secondo non è stato facile… ma “sono riuscita ad aprire lo sgabuzzino, ora lascio che Lui metta ordine davvero”
Mi sono sentita non giudicata, prima di tutto. Non mi confessavo da tanto per una molteplicità di ragioni, tra cui la mia sensazione di non essere meritevole di Dio e del Suo perdono. Mi sono anche sentita amata ed ascoltata… e pronta a ripartire con un cuore davvero nuovo!

Non posso cancellare il passato, ma ho la responsabilità di vivere bene il presente. Sono desiderosa di tornare a camminare seguendo la strada che Lui ha tracciato per me. Se fede è anche fiducia (come dice una mia cara amica), mi fido! (D’altronde con i miei piani e progetti non sono mai andata lontano).

Monica


Ci sono attimi in cui la fede respira, si rinfresca dalla calura di ogni giorno, e riparte più vigorosa di prima. Nelle GMG che ho fatto, questi attimi sono stati tanto frequenti quanto inaspettati, un po’ come quell’angelo che apparve alla Vergine Maria.

Oggi durante la Via Crucis nel parco di Santa Maria Antigua, circondato da migliaia di giovani, quell’attimo inaspettato è giunto.
Non è servito quasi nulla: una croce (sempre la solita da più di trent’anni), della musica giusta al momento opportuno – cosa mai da sottovalutare il momento opportuno – ed infine noi, i giovani. Con questi pochi doni ci ha pensato Dio a fare il resto. Il tramonto scendeva sul parco e la croce si spostava mentre i giovani Pellegrini leggevano le tappe del calvario di Cristo. Con delicatezza e sapienza Dio ha agito, sembrava fossimo tutti accolti sulle sue ginocchia, come un papà fa coi propri figli. Le parole del Papa a più gradi riecheggiavano lungo la muraglia umana che costeggiava l’oceano, le parole importanti si devono sentire più volte per apprezzarle. Francesco ci ha detto che le braccia del signore sono immense, il suo abbraccio arriva fino al luogo più profondo del dramma umano. “E noi? Noi che facciamo?” ripeteva il Santo Padre,  riusciamo ancora a non essere indifferenti al dolore?”. Domande spiazzanti.
E ora dopo un venerdì vissuto con Gesù nel momento più difficile delle sue vicende umane, la Crocifissione, si riparte sapendo che , come letto quest’oggi “la debolezza di Dio è più forte di tutto il mondo” .

Qualche giorno, stringevo fra le mani una croce in cartone comprata a Guadalupe. Ero inconsapevole di quello che avrei vissuto oggi, ma credo che in questa Via Crucis questo pensiero abbia trovato la sua verità e il suo compimento.

Indosso una croce che racconta di Dio, credo in un Dio che ha indossato una croce più grande della mia.
Quella che indosso è fatta di cartone, pressato, dipinto e colorato.
Col sudore si scioglie e io so che prima o poi si sfalderà.
Ma il mio Dio non si sfalda col sudore, non si spaventa delle lacrime, non teme le rotture.
In Messico e a Panama mi hanno insegnato che si può essere la croce che parla di Dio.

Luca