Imbarcato sul volo IBERIA 6346 con destinazione Madrid, prima di chiudere gli occhi su questa Jornada Mundial de la Juventud, mi trovo a buttar giù qualche pensiero che ha il sapore di un primo bilancio su queste due settimane nel continente latinoamericano. Scorrendo le numerose immagini raccolte nel mio smartphone, rileggendo le brevi cronache pubblicate sul nostro sito web in questi giorni, penso che questa esperienza abbia arricchito la mia vita di sguardi.

Prima di tutto quelli dei giovani che ho accompagnato in questa esperienza. Ambra e Federica, le uniche pandinesi ad accettare questa proposta che sembrava folle per i costi, il periodo, le distanze e che ritornano alle loro case un po’ più cresciute e capaci di condividere “anche a parole” la loro fede.

Poi Luca, con il suo sguardo attento e sensibile (sono sue le splendide parole al termine della Via Crucis di venerdì scorso che per errore i media diocesani mi hanno attribuito. Pensieri di una profondità di cui forse mai sarei stato capace!); Monica, con le sue relazioni travagliate ed il suo bisogno di sentirsi amata da Dio; Paolo e Daniela, con la loro storia di “alti e bassi” che da qui ha il desiderio di ripartire insieme; Benedetta e le sue tante domande sul futuro che oggi hanno qualche risposta in più… E poi ancora Luca, Sofia, Alessandro e ciascuno dei giovani che hanno partecipato a questa esperienza organizzata dal Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano e dalla sua Sezione Giovani

Metro Park JPII - Un momehto della VegliaUn altro sguardo è quello delle tantissime persone incontrate in questo viaggio ed oggi meno lontane, meno diverse… Gli occhi pieni di curiosità di Sofia e Nina; gli occhi di Pedro e di padre Ugo, gli occhi di Roberto e Grethel e della loro famiglia. Occhi che ci hanno accolto nelle loro case con stupore e ci hanno lasciato, in Messico come a Panamà, bagnati dalle lacrime di chi sa che nonostante i social network, questi “pellegrini, missionari del Signor” partono per non tornare.

Un ultimo sguardo è quello che ben rappresentano gli occhi di Francesco. È lo sguardo di una Chiesa che oggi come ieri (ma forse più di ieri!) scopre di aver bisogno dei giovani per rinnovare il suo cuore, imparando da Maria a rimanere ai piedi della Croce, delle tante croci che sono state esplicitate lungo la Cinta Costera di Panamà dalle splendide parole della Via Crucis di venerdì. Uno sguardo che vede nei  quasi 600mila giovani del Metro Park Juan Pablo II il si della Vergine Madre

Dire “sì” al Signore significa avere il coraggio di abbracciare la vita come viene, con tutta la sua fragilità e piccolezza e molte volte persino con tutte le sue contraddizioni e mancanze di senso, […] Significa abbracciare la nostra patria, le nostre famiglie, i nostri amici così come sono, anche con le loro fragilità e piccolezze. Abbracciare la vita si manifesta anche quando diamo il benvenuto a tutto ciò che non è perfetto, a tutto quello che non è puro né distillato, ma non per questo è meno degno di amore. Forse che qualcuno per il fatto di essere disabile o fragile non è degno d’amore? Vi domando: un disabile, una persona disabile, una persona fragile, è degna di amore? […] Così ha fatto Gesù: ha abbracciato il lebbroso, il cieco e il paralitico, ha abbracciato il fariseo e il peccatore. Ha abbracciato il ladro sulla croce e ha abbracciato e perdonato persino quelli che lo stavano mettendo in croce.

Un si, quello di Maria che può venire solo da una profonda relazione d’Amore con il Signore della Vita. Ed è proprio a questo che il Santo Padre invita i giovani al termine della veglia, iniziando l’Adorazione Eucaristica: a fare proprio uno sguardo contemplativo sulla vita e sul mondo.

Stando di fronte a Gesù, faccia a faccia, abbiate il coraggio, non abbiate paura di aprirgli il cuore, perché Lui rinnovi il fuoco del Suo amore, perché vi spinga ad abbracciare la vita con tutta la sua fragilità, con tutta la sua piccolezza, ma anche con tutta la sua grandezza e bellezza. Che Gesù vi aiuti a scoprire la bellezza di essere vivi e svegli. Vivi e svegli.Non abbiate paura di dire a Gesù che anche voi desiderate partecipare alla sua storia d’amore nel mondo, che siete fatti per un “di più”!

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Un giovanissimo Andrea alla veglia di Tor Vergata

Ed è su questo “non abbiate paura” che la mia memoria affettiva ha fatto un salto indietro di quasi vent’anni, a quel 19 agosto 2000 quando sulla piana di Tor Vergata un altro papa, san Giovanni Paolo II, rivolgeva ad un giovane poco più che diciassettenne in mezzo a più di due milioni di coetanei parole molto simili…

Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell’umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione.

Maria Santissima, la Vergine che ha detto «sì» a Dio durante tutta la sua vita, i Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi e le Sante che hanno segnato attraverso i secoli il cammino della Chiesa, vi conservino sempre in questo santo proposito!

Coincidenza? Caso? O forse l’azione dello Spirito del Risorto che sostiene e rinnova sempre la vita della Chiesa? Come Maria anch’io provo a custodire tutte queste cose, meditandole nel mio cuore e ripetendo: “Avvenga per me secondo la tua parola!”. Chiudo gli occhi e non mi vergogno di piangere.