Il vangelo di questa domenica, V del Tempo Ordinario, ci ripropone uno dei più noti e conosciuti passi del Vangelo di Luca (Lc 5,1-11)

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.

Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Io ed i miei confratelli ci “sforzeremo” di commentare questo brano in mille modi, sottolineando la bellezza della vocazione a cui Gesù chiama tutti, secondo le inclinazioni personali di ciascuno. Tuttavia un fatto accaduto qualche settimana fa a Panamà mi permette di aggiungere una considerazione a partire da questo Vangelo.

Come testimoniano questi video inviatimi da Roberto e Grethel, sposi panamensi che ci hanno ospitato in casa loro negli splendidi giorni della Giornata Mondiale della Gioventù, lungo le coste di Panamà ed addirittura in alcuni porti, del tutto inaspettatamente (in quelle zone non è “stagione” di pesca e non ci sono abitualmente queste quantità e tipologie di pesce!) si sono riversati interi branchi di pesce. Cosa che ha dell’eccezionale e sta impegnando gli esperti nel ricercare possibili spiegazioni (correnti marine anomale, riscaldamento globale, inquinamento e modificazione dell’ecosistema marino…).

Un dato però ha stupito maggiormente alcuni. Questi video sono stati registrati nel momento in cui al Metro Park di Panamà, nel campo San Juan Pablo II, papa Francesco stava concludendo la celebrazione eucaristica davanti a mezzo milione di giovani di tutto il mondo… Davvero difficile, secondo qualcuno, non pensare ad una pesca miracolosa!

Questo fatto mi ha permesso di riflettere su di un possibile commento diverso a questo Vangelo. Il giorno seguente, ascoltando la radio locale, ho potuto apprendere che quella “pesca miracolosa” stava diventando un problema. Infatti la grande quantità di pesce, impossibile da raccogliere completamente, si stava riversando sulle spiagge creando cattivi odori, problemi agli stablimenti balneari… Per non parlare della miriade di uccelli che si stavano avventando sulla costa per quel banchetto inaspettato.

Con l’amico padre Alessandro del Pontificio Istituto Missioni Estere ci siamo detti: guarda che tipo Dio. Tutta la sua sovrabbondante Grazia, se non “colta al volo” può perfino diventare un problema. Ieri come oggi, a Panamà  come a Pandino!

don Andrea